Biancaneve Rassegna stampa

La favola vera di Biancaneve tra le ombre
di Mariateresa Surianello, il manifesto – 9 aprile 2022

Nel buio prende forma e si disvela in tutta la sua attualità questa Biancaneve diretta da Fabrizio Pallara. E incanta la sala del Teatro Torlonia, piena di bambini silenziosi, catturati da Valerio Malorni, corpo-voce officiante gli eccessi di dolcezza e ferocia rese ancora più estreme in questa riscrittura scenica al suo debutto nella rassegna dedicata alle nuove generazioni e curata da Pallara per il Teatro di Roma. Firmata a quattro mani da regista e attore, la drammaturgia, che è tratta dalla traduzione di Antonio Gramsci della favola dei fratelli Grimm, mette a confronto madre e figlia, in una riattualizzazione coincidente col nostro presente bramoso di giovinezza eterna.
E così dove nell’antica fiaba la crudele Regina era matrigna di Biancaneve, in questa nuova versione è la madre, colei che l’ha dapprima «desiderata» e partorita bianca come la neve, con le guance rosse come il sangue e i capelli neri come l’ebano, per poi tentare di ucciderla quattro volte. E le ombre nello specchio del sottotitolo preannunciano l’agghiacciante e innaturale dimensione, in cui parole e segni sono giocati per sollecitare adulti e bambini. Mobilissimo sul palcoscenico, Malorni lascia la lucina sul boccascena e si spinge nella storia, trasformandosi in regina che interroga lo specchio delle sue brame, in cacciatore-salvatore, in contadina attentatrice e nei sette nani. Gli bastano un cappuccio e un mantello per passare da un personaggio all’altro, mentre muove i sette pannelli su cui compaiono immagini nere e colorate, sagome di alberi della foresta e mele avvelenate e che «nascondono» l’agire di Camilla Chiozza e Marco Guarrera. Sono le loro ombre mute a creare la magia di questo teatro. Un gioiellino da non perdere, confezionato con maestria e amore.

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Creato da Davide Teoli