Il paese dei sussurri

IL PAESE DEI SUSSURRI

“L’illustrazione mostrava un cavaliere montato su un destriero bianco, in atto di levare in alto la spada. Il cavallo, le froge scintillanti, raspava il suolo con zampe poderose. Si scorgeva un magnifico blasone sull’armatura argentea che il cavaliere indossava; il suo bel volto s’intravedeva dalla visiera, mentre egli brandiva paurosamente la spada sguainata nel cielo azzurro, affrontando la Morte oppure, a dir poco, qualche oggetto irruente e colmo d’un potere maligno. Credevo che il cavaliere sarebbe rimasto ucciso nel prossimo istante: se giro presto la pagina, avrò certo il tempo di vederlo morire. Dev’esserci per forza qualche espediente per cui, prima che ce ne accorgiamo, le figure d’un libro illustrato possano cambiarsi nel “prossimo istante”…
YUKIO MISHIMA, Confessioni di una maschera

Dopo quattro anni di lavoro, il paese dei sussurri è il nostro primo spettacolo per platea.
È la prima volta che non siamo noi a stabilire lo spazio dell’azione e la posizione degli spettatori.
Non siamo noi a disegnare i confini del mondo: stavolta, i confini sono quelli del teatro: posti fissi, opposti alla scena.
Un mondo indifferente perché predefinito.
Predefinito come le immagini di una fiaba illustrata.
Pure, le illustrazioni non sono immobili.
Un’illustrazione è il grado zero dell’azione: non aspetta che un soffio, per muoversi.
Conta cosa far vedere; ma anche come, e quando.
È così che abbiamo costruito il paese dei sussurri, come un libro con illustrazioni in movimento.
La storia è quella di un paese che vive del silenzio, e di un principe che per salvarlo scopre che la musica è ciò che permette al silenzio di esistere, e che la perfezione è solo il rischio che la tiene in vita.
Le illustrazioni emergono dal buio, e nel buio si interrompono, senza sparire del tutto però, ma come proiettandosi nella mente dello spettatore, che le completa, ascoltando il racconto, le parole.
Poi a poco a poco le immagini, come ricordi evocati che si fanno troppo evidenti per poterli respingere, prendono il sopravvento: e diventano azioni a tutto tondo, in piena luce: il racconto diventa vita, la fiaba sogno.

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Creato da Davide Teoli