La compagnia

La compagnia teatrodelleapparizioni viene fondata nel 1999 da Fabrizio Pallara. Nei primi anni concentra le sue sperimentazioni attorno al teatro sensoriale, lo spettatore diviene così elemento partecipante e fondante dello spettacolo stesso (frammenti di buio d’ombre, 2000 – Apparizioni II:la favola, 2001 – progetto ‘città invisibili’, 2002 – danza con me, 2003).
Un percorso di ricerca nato da una particolare concezione dello spazio trasformato in alcuni lavori dove tutto è molto piccolo, 2001 – racconti di ordinaria follia, 2001 – Apparizioni III:lear, 2002, in un vero e proprio “mondo” da abitare.
Lo spazio scenico tradizionale viene affrontato invece in occasione del premio scenario 2003 con il paese dei sussurri (finalista 2003), spettacolo per platea in cui la compagnia trasporta la propria estetica mutando quella convenzionale.
Fin dal 1999 gli allestimenti degli eventi e le scenografie degli spettacoli vengono realizzati da Fabrizio Pallara in collaborazione con l’architetto Sara Ferazzoli.

Dal 2004 la compagnia è impegnata nell’ideazione e produzione di eventi e spettacoli, una ricerca di modalità di espressione che diviene momento di scambio e di arricchimento. Nascono Dromo (gennaio, 2003) manifestazione d’arte contemporanea all’ex cinodromo di Roma, Adieumon amour (aprile, 2004) manifestazione culturale organizzata con la collaborazione del rialtosantambrogio e el primer sueno (ottobre, 2004) festival internazionale a Barcellona.
In collaborazione con il Teatro dei venti e la compagnia Accademia Minima del Teatro Urgente in occasione del bicentenario della nascita di H.C.Andersen, la compagnia realizza all’interno della manifestazione la goccia d’acquagli occhi di andersen (maggio-giugno, 2005), una sperimentazione tra teatro d’attore e teatro di figura.

Poi l’incontro con il teatro per l’infanzia e la produzione de La stanza dei segreti che hanno costituito l’inizio di un rapporto fertile con il mondo della scuola e con i bambini e i ragazzi, diventati ad un tempo destinatari e fonte poetica delle produzioni. Il 2006 è infatti l’anno in cui la compagnia si confronta ufficialmente con il teatro per le nuove generazioni, accogliendo l’invito del Festival Zona Franca 2005 di Parma, dove viene presentato il corto teatrale la stanza dei segreti. Questo primo studio si evolve nella produzione omonima, che debutta al festival Maggio all’infanzia 2006 e che apre la strada alla collaborazione con i principali teatri italiani.

Il 2007 è un anno di grandi cambiamenti e vede una radicale trasformazione nell’organizzazione interna della compagnia. Ci si avvale della collaborazione di artisti nazionali e internazionali per la produzione di progetti specifici sempre sotto la direzione artistica di Fabrizio Pallara. Così nasce la collaborazione con il Teatro dei Sassi di Matera, la performance L’omino di carta e lo spettacolo Il giocattolo con i fili e il percorso di ricerca Mahabharata.

L’incontro con l’attore Dario Garofalo conduce ad una nuova produzione per bambini e adulti Uno (maggio 2008), che prelude ad un momento importante per la compagnia: la pubblicazione del libro monografico Il Teatro delle apparizioni in occasione del decennale della fondazione del gruppo, con interventi di Gianfranco Capitta, Giancarlo Sammartano, Giorgio Taffon e Giorgio Testa. Il testo voluto da Paolo Ruffini e Letizia Bernazza, che lo ha curato, è edito dalla casa editrice Editoria & Spettacolo nella collana Spaesamenti (a cura di Paolo Ruffini).

Nel 2009 viene coprodotto con AREA06 Pop Up – la terza dimensione del libro, una lettura spettacolare che dà voce e corpo alla pagina stampata attraverso un lavoro di improvvisazione, in cui il libro viene esplorato nelle sue infinite possibilità emergendo in una dimensione nuova di meraviglia, diventa un “pop up”, una finestra che si apre su altre possibili storie. Diventa parola viva, azione, corpo, musica e luci e le parole stampate si trasformano in un gioco teatrale di ascolto reciproco in cui tutto nasce e si consuma nell’attimo presente per poi conservarsi nella memoria. Un lavoro in cui nuovamente lo spettatore è parte imprescindibile dello spettacolo, perché Pop up comincia già dalla scelta personale che ciascuno è chiamato a fare nel portare il proprio libro da condividere.

Incubi – l’età dell’incertezza, nato da un’inchiesta in alcune scuole medie e superiori di Roma sul tema dell’incubo e della paura nella preadolescenza, per cercare di conoscere e capire il punto di vista dei ragazzi rispetto al tema trattato nello spettacolo, nel 2010 è diventato terreno di una intensa ricerca su questo particolare momento della vita, attraverso il confronto diretto con gli adolescenti.
Circa 500 ragazzi infatti hanno visto “Incubi” durante il debutto romano nel febbraio del 2010 e sono stati accompagnati alla visione attraverso incontri prima e dopo lo spettacolo, un’occasione preziosa per capire quanto lo spettacolo riuscisse a parlare davvero degli adolescenti e agli adolescenti. Tutte le osservazioni e le perplessità, immediate e sincere, dei ragazzi sono state accolte dal gruppo di lavoro e sono diventate lo spunto per ulteriori riflessioni in un percorso in divenire che continua a nutrirsi sempre del fertile e necessario incontro con il pubblico.

Mentre Pinocchio, prodotto con Area 06 e coprodotto da Face à face 2011, viene realizzato all’interno del progetto Face à face – parole di Francia per scene d’Italia. Nell’ambito dell’iniziativa si è inserita dunque questa prima traduzione italiana della riscrittura francese di J. Pommerat.

Il 2012 è l’anno di Moby Dick, prodotto insieme a ZTL_pro, progetto di produzione ideato e diretto da una rete di operatori indipendenti romani e sostenuto dalla provincia di Roma; il noto romanzo di Melville viene qui riletto seguendo la strada tracciata dalle illustrazioni di Rockwell Kent. Sempre nel 2012 prendendo spunto dalla ricerca messa in atto per la produzione di Pop Up – la terza dimensione del libro nasce, in collaborazione con il Teatro di Roma nasce Fiabe Pop up – una lettura in tre dimensioni.

Tra le attività laboratoriali realizzate con bambini e ragazzi, che accompagnano costantemente il lavoro della compagnia, Fabrizio Pallara conduce nel 2013 l’Atelier dei piccoli, realizzato dal Teatro di Roma insieme all’Unione dei Teatri d’Europa, con il progetto “100 farfalle”.

Nello stesso anno debutta Il tenace soldatino di piombo – un film da palcoscenico, prodotto con il Teatro Accettella: due linguaggi a confronto, quello teatrale e quello cinematografico, per raccontare una grande storia d’amore. Questa produzione vince l’Eolo Award 2015 come miglior spettacolo di teatro di figura.
Si consolida in questi anni la collaborazione con l’attore-autore Valerio Malorni e con Sara Ferrari che dal 2010 cura l’organizzazione e la distribuzione della compagnia.

Tra il 2012 e il 2013 il teatrodelleapparizioni cura il progetto Valle dei ragazzi – uno sguardo sul teatro per le nuove generazioni al Teatro Valle Occupato.
Il 2014 è poi l’anno di una nuova produzione, Alice, spettacolo prodotto con il Teatro del Piccione e coprodotto dal Teatro di Roma.

Nella stagione 2013-2014 la compagnia realizza il Giardino d’Inverno: un appuntamento mensile in collaborazione con l’Angelo Mai Altrove Occupato. Qui lo spazio torna ad essere interpretato come luogo da vivere; un parco giochi al coperto creato con materiali e oggetti di riuso, la musica dal vivo e piccole performance sono gli elementi per accogliere il gioco libero di adulti e bambini.

Nel 2016 debutta La mia grande avventura, spettacolo prodotto con il CSS di Udine. Nel 2017 Fiabe da tavolo, torna con questo lavoro una relazione ravvicinata con il pubblico in un progetto di micro teatro da tavolo, in cui la figura continua a rappresentare un linguaggio privilegiato nel lavoro della compagnia.

Il 2017 è anche l’anno di un progetto nato in collaborazione con Carozzerie Not a Roma, Perché perché una volta non ci porti pure me? Un domenica di balli e fiabequattro fiabe per quattro domeniche, durante le quali un tempo antico di narrazione precedeva e accendeva il ritmo della musica in una versione più contemporanea: un vero e proprio dj set in cui le immagini e le parole dei racconti venivano “catturate” e suonate per ballare.

Nello stesso anno viene realizzata al Romaeuropa Festival un’installazione site specific, Labirinto: un’esperienza immersiva, che rappresentava un viaggio iniziatico in cui adulti e bambini venivano chiamati ad affrontare una strada sconosciuta e inesplorata, a perdersi e ritrovare il sentiero, a tornare indietro e ricominciare.

Nel 2018 dalla collaborazione con la compagnia Bartolini/Baronio nasce una nuova produzione: I musicanti di Brema. Nel 2019 Kafka e la bambola viaggiatrice, tratto dall’omonimo libro di Jordi Sierra i Fabra e prodotto con il CSS di Udine, è un’ulteriore tappa della ricerca. Questa produzione vince l’Eolo Award 2022 come miglior spettacolo di teatro di figura.

Nel triennio 2019-2022 la compagnia e il direttore artistico Fabrizio Pallara collaborano con il Teatro di Roma su diversi progetti: Domeniche Indiane, un dispositivo per abitare lo spazio del Teatro India al di là della scena, sui perimetri, sopra il confine che connette il palco e la platea; la rassegna di narrazione Voce Parole, un programma di spettacoli per interrogarsi su cosa significhi raccontare e ascoltare, tra fiabe classiche e nuove invenzioni; il Festival Contemporaneo Futuro, un tempo di approfondimento sull’infanzia articolato in spettacoli e incontri, indirizzato alle famiglie, alla città e agli operatori teatrali (2021 e 2022). Nello stesso triennio Fabrizio Pallara cura la programmazione rivolta alle nuove generazioni del Teatro di Roma. Il 2022 è anche l’anno di Biancaneve – le ombre nello specchio, spettacolo prodotto dal Teatro di Roma in collaborazione con teatrodelleapparizioni e Malombra.

Nel 2023 il Festival Contemporaneo Futuro giunge alla sua terza edizione e la compagnia debutta con Alice! è tardi, prodotto con il CSS di Udine, confrontandosi per la prima volta con uno spettacolo in baracca.

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Creato da Davide Teoli